CEGLIE MESSAPICA- “Grande soddisfazione esprimo per l’ottima riuscita dell’incontro avuto ieri, lunedi 12 marzo, con i lavoratori della TECNOMESSAPIA e la sigla sindacale FIOM-CGIL- riferisce Giovanni Dovizioso, un lavoratore ed Rsa di Fiom- La grande partecipazione degli operai è un segnale chiaro di voler continuare la battaglia, poiché a luglio rischiamo, per l’ennesima volta, il licenziamento.”

Ritorna lo spettro dei licenziamenti e si cerca in tutti i modi di non far calare il velo del silenzio sul caso Tecnomessapia, la ditta cegliese che opera nel settore aeronautico da un ventennio e che nel giugno del 2017 ha rischiato di avviare un licenziamento collettivo dell’indotto. Il successivo intervento del Mise ha permesso di scongiurare il peggio; garantendo il riconoscimento della cassa integrazione e  assicurando una nuova commessa a Tecnomessapia. Un tentativo di salvataggio in extremis. Dopo il via libera dello scorso gennaio alla cassa integrazione per guadagni straordinaria destinata agli operai a rischio che non percepivano stipendio da sei mesi, si cerca adesso un’apertura diretta con la Regione Puglia e il governo. Il primo passo si è realizzato ieri con un incontro tra lavoratori Tecnomessapia e la sigla sindacale FIOM-CGIL.

“La FIOM-CGIL- spiega Dovizioso- vuole salvaguardare i lavoratori aprendo la discussione con la Regione e con il governo. Da qui riparte la battaglia per un diritto fondamentale: IL LAVORO. gli interlocutori hanno espresso chiaramente un concetto fondamentale ” nessuno ha la bacchetta magica per risolvere la situazione ne vogliamo illudere gli operai ma, vale la pena giocarsi le carte”. Il mettersi in discussione significa provare a trovare le soluzioni per la ricollocazione di questa forza lavoro”

A rischio 155 lavoratori e le loro famiglie, le quali fino a poco tempo fa hanno potuto fare affidamento su un modesto anticipo del Tfr in attesa che partissero i nuovi corsi di formazione. In cantiere, adesso, un piano di assemblee e incontri per fare il punto della situazione.

“Le provincie di Taranto e Brindisi non possono permettersi che altre 150 persone perdono il lavoro,altrimenti, sarà l’ennesimo duro colpo alla dignità di un popolo e al sacro santo diritto a lavoro. Un grande rivoluzionario cubano diceva:”l’unico modo di conoscere davvero il problema è accostarsi a quanti vivono quei problemi e trarre da essi,da quello scambio le conclusioni. La fiom-cgil oggi più che mai al fianco dei lavoratori per una lotta di classe.”

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