TARANTO – “Nella serata del 2 gennaio il Servizio di medicina iperbarica del Centro ospedaliero militare di Taranto è stato attivato dai medici del pronto soccorso dell’ospedale “SS Annunziata” della città pugliese per trattare con l’ossigenoterapia iperbarica, in emergenza, i componenti di un nucleo familiare di Ginosa (padre di 50 anni, due figli di 18 e 9 anni ed una figlia di 13 anni), vittime di una grave intossicazione da monossido di carbonio, avvenuta in ambiente domestico.

 

I quattro componenti del nucleo famigliare sono stati trasportati al pronto soccorso dell’ospedale tarantino in codice rosso e, dopo gli accertamenti iniziali, veniva allertato il sistema di reperibilità per l’effettuazione di ossigenoterapia iperbarica in emergenza-urgenza, con il concorso di personale della Marina (ufficiali medici, sottufficiali infermieri, subacquei militari e tecnici civili) e medici specialisti (rianimatori iperbarici) dell’ASL.

 

In tempi brevi i pazienti sono stati trasferiti in ambulanza presso l’impianto iperbarico dell’ospedale militare di Taranto, presso il quale è attivo l’unico impianto iperbarico nella Provincia Jonica, per effettuare il primo trattamento di ossigenoterapia iperbarica, e al termine sono stati riportati al “SS Annunziata” per essere ricoverati ed effettuare, nei giorni successivi, il ciclo di sedute giornaliere di ossigenoterapia iperbarica, previsto per questo tipo di patologia.

 

Condotta secondo precise indicazioni e rigorosi protocolli d’impiego, l’Ossigeno Terapia Iperbarica(OTI) è capace di garantire risultati clinici a volte impensabili. Quindi malattie da decompressione conseguenti ad attività subacquee, avvelenamento da monossido di carbonio, gangrene gassose, lesioni da schiacciamento o fratture a rischio e molte altre patologie possono essere trattate presso l’ospedale militare di Taranto.

 

Dal 2003 la Marina è in prima linea nella gestione delle emergenze iperbariche territoriali al fianco dell’Azienda Sanitaria Locale e, nel periodo 2012 – 2016, sono stati 17 i pazienti (per un totale di 68 sedute) trattati nello specifico per avvelenamento da monossido di carbonio dal Centro ospedaliero militare di Taranto.”

Marina Militare

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