Anche quest’anno il presepe vivente di Matera non ha deluso le attese dei tantissimi visitatori accorsi, riservando uno spettacolo davvero intenso, e realmente emozionante.

L’evento, svoltosi nelle giornate dell’8 – 9 – 10 – 16 – 17 – 29 – 30 Dicembre e 6 – 7 Gennaio, patrocinato dalla Matera Convention Bureau e giunto alla sua VIII edizione, ha visto quest’anno alla regia il potentino Giampiero Francese, per una manifestazione che ha cambiato pelle divenendo una vera e propria rappresentazione teatrale, per molti tratti diversa da altri rinomati presepi viventi, come quelli di Tricase (Lecce),  Canosa (BAT), o di Pezze del Greco (Brindisi). L’edizione appena conclusa del presepe materano, anche con delle variazioni, ha mantenuto inalterato il suo fascino e la sua importanza, in quella splendida cornice naturale che è sempre rappresentata dai tipici sassi di Matera, le storiche abitazioni popolari incavate nella roccia . L’imponente afflusso di pubblico verificatosi conferma questo ennesimo importante successo.

 

In un percorso di oltre un km. per la durata di circa un’ora e mezza, il presepe vivente ha allietato i turisti presenti descrivendo in sei tappe tutti i più importanti avvenimenti storici della Natività, come anche alcuni momenti di vita quotidiana dell’epoca. Nell’ordine le varie tappe sono state in questa edizione: l’Annunciazione, il mercato e gli antichi mestieri, il sinedrio, la corte di Erode, l’arrivo dei Re Magi nella grotta di Betlemme. Grande l’interpretazione di tutti gli attori professionisti presenti. Notevole l’impiego di figuranti in tutta la rappresentazione, come anche importante la presenza di attori lucani nelle varie scene della manifestazione.

Il percorso prende inizio nell’ex carcere ed ospedale di San Rocco: qui avviene la scena dell’Annunciazione. Due ballerini preannunciano la venuta dell’arcangelo Gabriele (interpretato in questa edizione dall’attore teatrale Vito Lopriore), che porta a Maria il messaggio della sua maternità voluta per mano del Signore. Luci ed effetti scenici aprono questa prima parte del presepe (sulle note dell’Adagio di Samuel Barber vengono proiettate su di un muro delle ali, che simulano con grande emozione il ritorno in cielo dell’arcangelo).

 

Scendendo per i vicoli del Sasso Barisano, la rappresentazione prosegue nelle antiche cantine di via San Biagio, dove prendono vita il mercato e gli antichi mestieri: in una grotta incavata nella roccia, i vari figuranti rappresentano le classiche scene di vita quotidiana dell’epoca.

 

La scena immediatamente successiva prende forma nella piccola ma allo stesso affascinante Chiesa di San Pietro Barisano: qui ha luogo l’incontro tra i quattro sommi sacerdoti del sinedrio, che discutono dell’imminente venuta al mondo del Bambino Gesù, con lo scetticismo che ancora trapela in loro su chi sia davvero il Messia, in una scena che vede la sua conclusione con la rivelazione finale del segreto custodito nella sacra Arca dell’alleanza.

Nella parte di uno dei religiosi appare l’attore siciliano Vincenzo Failla (noto al grande pubblico per alcune importanti apparizioni nelle serie tv “Un posto al sole” e “Il commissario Montalbano”), mentre nell’interpretazione degli altri sommi sacerdoti gli attori Mimì Orlandi, Antonio Alvaro e Edoardo Oreste. Notevole anche in questa occasione l’impiego di effetti sonori e scenici, che rendono ancora più coinvolgente tale fase della rappresentazione storica.

Lo scenario immediatamente successivo vede la riproposizione storica della corte di re Erode, nel cortile antistante l’antico convento di Sant’Agostino.

 

Circondato da ballerine e uomini di fiducia, e dedito ad una vita di sfarzi, il crudele tiranno, alla notizia della nascita del Divin Bambino, ordina l’uccisione di tutti i bambini fino ai due anni, in preda all’ira e alla sua spietata ferocia. Un bravissimo Francesco Carlucci ha interpretato il ruolo del perfido Erode, unito alla grande interpretazione dei membri dell’associazione “L’altroteatro” di Gravina in Puglia, che hanno reso il pubblico davvero partecipe di una rappresentazione alquanto suggestiva in tale fase.

A seguire l’atto conclusivo di tutto l’evento con la rappresentazione della Natività, ambientata negli ipogei del convento di Sant’ Agostino.

Impeccabile l’interpretazione di Giuseppe e Maria da parte dei due attori lucani Erminio Truncellito e Marika Sedile, in un’ambientazione del tutto simile a quella dell’originaria grotta di Betlemme. L’arrivo dei tre magi al cospetto del  Bambino Gesù, in una scena arricchita da bellissimi effetti sonori di sottofondo, rappresenta il momento più toccante di questa fase, come anche probabilmente di tutta quanta la rappresentazione.

 

Ancora una volta il presepe materano ha conquistato il pubblico, in quella meraviglia naturale che è rappresentata dai sassi di Matera. Un altro successo per la città lucana, in vista del grande appuntamento che la vedrà indiscussa protagonista tra non molti mesi: la cittadina sarà infatti Capitale Europea della Cultura per tutto l’anno a venire 2019.

C’è da credere che si assisterà ad un nuovo straordinario successo.

© 2018, Graziano Dipace. Tutti i diritti riservati

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