Una impresa ai limiti del possibile, attraversando nazioni dal clima rigido, percorrendo una moltitudine di strade e sentieri. Antonella Gentile, giovane studentessa di Barletta, laureanda in Lingue orientali presso l’Università di Napoli, balza velocemente agli onori della cronaca per una impresa destinata a rimanere leggenda per la sua città, come per la Puglia intera: in sella alla sua bici Olimpia, ha attraversato tutta l’Europa centrale, per giungere dopo un lunghissimo viaggio nelle lande gelide e desolate di Capo Nord, estremità settentrionale del nostro continente, a pochi passi dal Circolo Polare Artico. Il tutto in nome di un progetto di beneficenza dell’Amref.

Coraggio, grinta, e spirito di sacrificio. Queste le uniche qualità per riuscire in una simile impresa storica.

Abbiamo intervistato Antonella, per ricevere le sue dichiarazioni sui momenti più importanti di questa incredibile avventura, sulle emozioni provate, e su tutti i suoi progetti e obiettivi futuri.

 

 

Sei partita da Roma, hai attraversato tutta l’Europa centrale,  per arrivare all’estremità del nostro continente dopo oltre cento giorni di viaggio. La tua impresa ha suscitato enorme interesse ed ammirazione. Raccontaci la tua esperienza:

“Ho sempre amato viaggiare e per questo motivo ogni anno progetto di raggiungere una meta diversa. Sono stata in America, in Giappone, in Cina, in Corea, in Egitto, in Australia e in molti paesi europei. I viaggi non deludono mai e rimangono per sempre impressi nel cuore di chi percorre determinati luoghi. Quest’anno ho voluto fare una nuova esperienza che mi desse la possibilità di ricordare maggiormente i paesaggi da cui sarei passata e di imprimerli per sempre nella mia mente come in una fotografia. Viaggiare in bici significa soffermarsi sui particolari dei luoghi che si percorrono, incontrare persone, confrontarsi. Ho fatto un viaggio sola senza mai sentirmi sola.”

 

Una data o un momento particolare che ricordi volentieri in questo viaggio? Quale nazione ti è rimasta maggiormente nel cuore?

“ Sono partita il 17 giugno e sicuramente questo giorno non lo dimenticherò mai. Ero davvero emozionata in quanto non sapevo come sarebbe andata quest’esperienza. Ricordo con gioia anche il momento del mio arrivo a Capo Nord avvenuto dopo 4 mesi e mezzo. Penso tuttavia che non sia importante solo la meta bensì il viaggio e sono felice di aver collezionato tanti bei ricordi e non solo uno in particolare, di aver incontrato tante persone positive che mi hanno regalato vestiti, luci per la bici, ospitato a casa loro. Questa gente ha rafforzato in me il valore della solidarietà e della condivisione. Ogni paese da cui sono passata mi ha lasciato un segno profondo. Ho apprezzato tanto l’Austria, la Germania, la Danimarca e la Svezia per le meravigliose piste ciclabili presenti su tutto il territorio. La Norvegia mi ha colpito per i suoi splendidi paesaggi, per i fiordi e la sua natura selvaggia. In Italia abbiamo città bellissime ma pedalare è davvero difficile per un ciclista a causa della mancanza di piste ciclabili su quasi tutto il territorio nazionale.”

 

 C’è mai stato un istante in cui hai pensato di non farcela? Qual è stato il momento più difficile in tutto il percorso?

“Quando sono partita non avrei mai pensato di raggiungere davvero la Norvegia in bici. Ho incontrato diverse difficoltà durante il percorso soprattutto nell’ultima parte del tragitto: il buio, la presenza di numerosi tunnel, il freddo , il ghiaccio, la neve e sono stata anche seguita da un uomo per alcuni km. Per questo motivo gli ultimi 370 km li ho fatti in autobus e in automobile. Per tutto il viaggio però ho sempre cercato di non pensare alle difficolta’ e di affrontare tutto con il sorriso. Spesso ascoltavo la musica di Elisa e cantando mi passavano le preoccupazioni.”

 

 

Un dettaglio curioso che ricordi essere avvenuto durante il tuo viaggio:

“in Norvegia purtroppo in alcune zone è difficile trovare posti in cui dormire,  perché le distanze fra un paese ed un altro si allungano. Spesso bisogna pedalare per 70/80 km per trovare un supermercato in cui fare la spesa o un hotel in cui dormire. Un giorno c’era neve ed ero vicino al Circolo Polare Artico. Non ho trovato strutture in cui soggiornare e purtroppo ho dormito in una stanza pubblica adibita a sosta picnic costruita sulla E6.”

 

In conclusione, quali sono ora i tuoi obiettivi futuri?

“Sto scrivendo un libro sul mio viaggio in bici da Roma a Capo Nord che presenterò in molte scuole, università, librerie, biblioteche e associazioni in tutta Italia. Poi spero di avere la possibilità di fare della mia passione un lavoro e di lavorare viaggiando.”

 

© 2018, Graziano Dipace. Tutti i diritti riservati

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