TARANTO – Questa sera i riti della “Viae Crucis” andranno in onda alle 19:45 sui canali 120 e 400 della piattaforma Sky.

Il documentario realizzato da Giovanni Piscaglia, regista di 3D produzioni  che ha diretto per Sky Arte il documentario sui riti della Settimana Santa di Taranto e di Ginosa. Realizzato con il sostegno di Regione Puglia e del Comune di Ginosa, il documentario si incentra sui riti della Settimana Santa di Taranto e sulle rappresentazioni  della Passione di Cristo nello scenario delle gravine di Ginosa.

“Mi hanno stupito le marce, bellissime e coinvolgenti: ora – ha spiegato il regista marchigiano – non trovo più strano che i tarantini le ascoltino sull’Ipod, sembrano più ouverture di Opera che marce funebri. Apprezzo la fattura delle statue e la loro sobrietà, in particolare di Cristo all’Orto e dell’Ecce Homo. Mi interessa particolarmente la Croce dei Misteri in cui trovo il senso della profondità della tradizione. Al contrario delle altre statue, spiccatamente espressioniste, la Croce dei Misteri è ermetica, simbolista: non tende all’esemplificazione del dolore di Cristo per suscitare risposte di commozione nei fedeli ma piuttosto propone una stratificazione simbolica da poter interpretare a più livelli. La Madonna Addolorata merita un discorso a parte. Nella notte tra venerdì e sabato percorrendo di corsa la chiesa di San Francesco alla sosta della Processione dei Misteri, mi ha attraversato una sensazione fulminea e inaspettata. Gli sdanghieri a riposo, le prime statue appoggiate, i fedeli accampati fin negli angoli più bui delle cappelle laterali a pregare ad occhi chiusi e noi, già reduci da quattro giorni e una lunga notte di riprese eravamo lì ad aspettare, ancora una volta, l’arrivo dell’Addolorata. Ma questa era diverso. La mia attesa, non era solo finalizzata a registrare un’altra bella immagine, stavo aspettando l’Addolorata per la pura voglia di rivederla. So bene che si tratta di due statue diverse, ma per me ha rappresentato un’attrazione unica. Appare sempre la stessa, ma sempre nuovamente sorprendente. Il filtro degli obiettivi non aveva impedito che tra noi si creasse un rapporto personale e mi è stato chiaro che da quando l’avrei lasciata mi sarebbe mancata. Come una persona che hai capito fin dal primo sguardo o una città che non vorresti abbandonare.”

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