Pubblichiamo di seguito una nostra intervista esclusiva con la modella e ballerina barlettana Emilia Paolicelli, partecipante alle selezioni conclusive di Miss Italia, organizzata anche quest’anno da Patrizia Mirigliani sabato 9 Settembre nella splendida cornice di Jesolo. Diciannove anni, fisico statuario, capelli biondi e occhi scuri, insegnante di ballo con un curriculum invidiabile (tre volte campionessa italiana in tale specialità), la sua elezione nella trenta finaliste della rassegna aveva subito suscitato enorme interesse e attenzione da parte dei suoi concittadini di Barletta, come anche dei suoi corregionali e di numerosissime  agenzie di stampa locali e non. Unica Miss di origine pugliese in concorso, ha rappresentato con grande orgoglio la nostra regione, portando ancora una volta alla ribalta mediatica italiana e non solo gli indiscussi splendidi canoni della bellezza femminile pugliese. Grande seguito e approvazione ha ricevuto tutta la sua partecipazione nell’iridato concorso. Abbiamo discusso con lei di diversi temi, tra aspettative future, e prime sensazioni vissute nel dover rappresentare nostra regione in un evento nazionale cosi prestigioso.

A seguire la nostra intervista esclusiva:

 

Quali aspettative ti poni da questa esperienza?E come è cambiata la tua vita in seguito alla tua partecipazione a Miss Italia?

“In un futuro spero di farmi conoscere al meglio nel mondo della moda e dello spettacolo, spero di riuscire a trasformare la mia scuola di ballo in una vera e propria Accademia .  In seguito alla partecipazione a Miss Italia ho avuto nuovi sbocchi lavorativi relativi alla moda e al ballo.”

Quando hai capito che saresti riuscita ad arrivare alle finali?

“Non mi aspettavo di arrivare tra le prime 30 finaliste, ho realizzato dopo un paio di giorni dalla notizia.”

In conclusione, cosa ti senti di consigliare a tutte quelle ragazze che vorrebbero come te riuscire nel sogno di partecipare a Miss Italia?

“Consiglio di essere se stesse SEMPRE e di metterci il cuore in tutto ciò che si fa.”

© 2017, Graziano Dipace. Tutti i diritti riservati

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