I PARTICOLARI DELL’OPERAZIONE —- QUI

Alle prime ore di questa mattina i Carabinieri di Taranto, assieme ai militari del Reparto Operativo del Comando provinciale di Taranto, con il rinforzo delle unità cinofile antidroga del Nucleo Carabinieri Cinofili di Modugno (Ba), hanno eseguito tra Grottaglie e il quartiere Tamburi di Taranto, 13 provvedimenti cautelari – tra cui 9 arresti con l’accusa di associazione a delinquere e, 4 persone poste agli arresti domiciliari con l’accusa di spaccio, per ordine del Gip di Lecce Michele Toriello e su richiesta del Sostituto Procuratore Alessio Coccioli, della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce.

Il nome dell’operazione “Sangue Blu” nasce da una delle intercettazioni ambientali e telefoniche dei militari: in particolare, in una delle chiamate intercettate tra Francesco Vitale e alcuni suoi familiari, egli stesso si fregiava  della “nobiltà criminosa” – di essere di sangue blu, per l’appunto – definendosi come un Re con idee bellicose.

L’indagine condotta tra il 2014 e il 2016 ha rivelato un traffico di sostanze stupefacenti ingente non solo nel territorio ionico, ma anche nel barese, nel brindisino, nel lucano e sul versante campano, in particolare Torre Annunziata (Na).

Diversi sono stati gli interventi dei Carabinieri in questi anni di indagini, pedinamenti e sopralluoghi. I più significativi sono avvenuti: il 5 marzo 2015 in via Deledda, con l’arresto di una persona e il sequestro di 1 kg di cocaina; il 13 agosto 2015, in Via Macchiavelli, con rinvenimento di 100 grammi di eroina; il 20 agosto 2015, nei pressi della SS. 7, un involucro sigillato con 1 kg di cocaina, veniva trovato dai militari; il 5 settembre 2015, in Via Metaponto, un altro involucro sigillato con 500 grammi di cocaina.

Il quantitativo di droga scoperto nelle diverse perquisizioni a carico di assuntori, ha portato al sequestro totale di almeno 3 kg di cocaina e 100 grammi di eroina, oltre che a 15 mila euro in piccolo e medio taglio – presumibilmente proventi delle attività di spaccio – nascosti nelle abitazioni di 4 dei soggetti indagati. Denaro sequestrato dai militari.

A capo dell’organizzazione c’erano marito e moglie, tali Francesco Vitale di Taranto, classe ’73 (tra i 9 soggetti arrestati con l’accusa di associazione a delinquere e detenzione finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti), e Rosa De Leonardo, 40 anni casalinga di Taranto (arrestata con gli stessi capi d’accusa del marito).

I due si occupavano in toto delle attività di trasporto e di confezionamento della droga, nonché – fatto singolare  considerata la natura dei due soggetti – di tutto l’asset organizzativo dell’attività ( tra cui riscossione proventi, consegna agli incaricati dello spaccionelle piazze e acquisto della droga dai fornitori).

Il loro era un vero monopolio criminoso e di spaccio, tanto da ricevere visite di soggetti noti ai militari – tra cui la visita di un Sorvegliato Speciale con obbligo di soggiorno – per la “concessione “ di spaccio nella zona di Via Machiavelli, comunemente denominata  “case parcheggio” , nel quartiere Tamburi.

Tra le 9 persone arrestate con l’accusa di associazione a delinquere al fine di spaccio e traffico di sostanze stupefacenti, oltre che di detenzione di droga:

Bevilacqua Gaspare, di Taranto, 40 anni, che accompagnava il “Re” nei viaggi, a Torre Annunziata, per l’acquisto e lo smercio della droga, e che discuteva con lui delle strategie di vendita, offrendogli indicazioni tecniche e tecnologiche, per ovviare ai controlli delle Forze dell’Ordine (come ad esempio un’applicazione telefonica che serviva a bonificare l’auto);

Catapano Cataldo, di Taranto anni 41, dedito allo spaccio per Vitale e, gestore del “circoletto” allestito a Tamburi  in casa di Vitale e di sua moglie;

De Bartolomeo Francesco, 43 anni, di Taranto – altro stretto collaboratore – che accompagnava Vitale nella sua attività di riscossione dei proventi dello spaccio, ricavati dalle “concessioni” ai soggetti con cui c’era un sodalizio, nella vendita di stupefacenti;

Derchia Michele, 49 anni, e Angelo Pizzoleo, 42 anni, entrambi di Taranto, che dalle intercettazioni risultano anch’essi come stretti collaboratori del “Re”;

Masella Girolamo, 37 anni anni, di Taranto, che  offriva “nascondiglio” per lo stupefacente – in una circostanza rilevata dai militari – nel proprio maneggio, esprimendo altresì il proposito a Vitale di acquistare una pistola.

Le indagini, che hanno comportato il dispiego, prevalentemente in zona Tamburi, di agenti in borghese, hanno portato a 50 persone indagate per episodi di spaccio, e ai 13 arresti di questa mattina.

La “base” di questa organizzazione criminale era nel quartiere Tamburi e, 4 sono stati i soggetti sottoposti ad arresto domiciliare – assidui fornitori del sodalizio criminale, ma esterni all’associazione a delinquere – con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, tra cui:

Castiglione Alessandro, anno ’87;

Diego Vestita, unico arrestato di Grottaglie e gestore di alcune attività commerciali, con precedenti per truffa, anno ’71;

Leonzio Fontana, di 40 anni, e Tiziano Galileo di 43 – entrambi pregiudicati – che rispondono anche nel Processo Axo di concorso in omicidio premeditato,tentato omicidio, detenzione e porto di arma da guerra e ricettazione aggravata dell’arma, nell’omicidio appunto di Giuseppe Axo, del 28 febbraio 2016.

Gli ordini di arresto hanno dispiegato 100 militari , considerando la mole dei soggetti sotto ordine di custodia cautelare. 50 sono al momento le persone indagate.

© 2017, Alessandra Cannetiello. Tutti i diritti riservati

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