Antonio Bruno

Antonio Bruno, il 34enne accusato con il fratello Francesco di aver assassinato il 32enne Giuseppe Axo a colpi d’arma da fuoco presso il rione Salinella di Taranto il 27 febbraio del 2016, nella giornata dell’11 aprile avrebbe tentato il suicidio.
Il tarantino, detenuto presso il carcere di Trani, avrebbe atteso di restare solo in cella per tentare l’insano gesto. Servendosi di una fune, legata alle sbarre del bagno della cella, avrebbe cercato di impiccarsi ma pare che uno dei detenuti gli avrebbe salvato la vita dando l’allarme. Due detenuti, attendendo l’arrivo delle guardie e dei medici, lo avrebbero rianimato con la respirazione bocca a bocca.  Portato nell’infermeria avrebbe ricevuto le cure del caso. Pare che anche il fratello Francesco, in un secondo momento, lo avrebbe raggiunto dato il suo stato psichico molto precario.
Antonio Bruno sarebbe rimasto fino a ieri in infermeria e non correrebbe pericolo di vita.
Secondo quanto si apprende Antonio risulterebbe essere sotto cura per problemi legati all’epilessia e per disturbi psichici.

Giorno 12 aprile sarebbe giunta l’ordinanza di rigetto da parte del Gup Carriere all’incompatibilità con il regime carcerario presentata dal difensore dei fratelli Bruno, l’avvocato Maria Letizia Serra del Foro di Taranto. Valutazione effettuata da due medici legali di cui nessuno risulterebbe essere psichiatra.

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