E’ divampata la polemica dopo un post scritto ieri sera su Facebook dal Parroco di Altamura Don Vincenzo Lopano. L’uomo, insegnante presso un liceo locale, ha scritto questo post provocatorio con lo scopo di far nascere un dialogo sulla vera valenza di questa commemorazione.

Immediatamente il profilo del parroco è stato preso d’assalto e ne è scaturito un acceso dibattito tra gli utenti del social network. Il post ha ricevuto moltissimi commenti: c’è chi accusa il prete di antisemitismo, chi lo difende e chi commenta con citazioni di libri che negano l’olocausto.

Dalla pagina Facebook di Don Vincenzo emerge un sentito interesse per le vicende riguardanti i conflitti tra Israele e Palestina, tanto che lo stesso Don qualche tempo fa sul social scrisse: “Quando celebrate le giornate della memoria ricordate ai vostri figli e alunni che la vittima diventò carnefice”.

La società civile ha subito commentato l’accaduto. Aurelio Mancuso, presidente di Equality (La prima rete trasversale italiana per i Diritti Civili), ha duramente criticato le parole di Don Vincenzo:”Come è possibile che un prete cattolico chieda l’annullamento della Giornata sulla Memoria? La tragedia della Shoah non ha probabilmente insegnato nulla a questo uomo di fede, che sembra invece interessato ad alimentare polemiche ideologiche. Purtroppo un certo antisemitismo non è stato ancora sconfitto nella Chiesa italiana, di cui spero i vertici si dissocino da queste vergognose dichiarazioni”. Anche l’eurodeputata del PD Liliana Ventricelli ha condannato le parole del parroco.

Polemiche che forse si placheranno dopo un nuovo post di Don Vincenzo, che poco fa sulla sua pagina ha scritto: “Avrei voluto attendere stasera, ma mi rendo conto che forse è meglio esplicitare ora il mio pensiero! a chi mi accusa di essere fascista vorrei dire che ho letto e amato Hillesum, Stein , Weil, Bonhoeffer, Frankl e tanti altri! a chi ha avvisato la CEI ricordi che usare l’autorità come mezzo di risoluzione delle controversie è tipico del mondo fascista! l’autorità inizia il suo lavoro quando viene eliminato il dialogo e il confronto! siamo tutti bravi a parlare di democrazia ma quando questa esige il confronto tra posizioni diverse(forse diverse!) ci tiriamo tutti indietro!. sono stato al Museo della Shoa” Yad Vashem” ed ho pregato, solo quello perché non riuscivo a fare altro! di fronte al dolore l’unica cosa che riesci a fare è allargare le mani e alzarle al cielo, perché il dolore ti squarcia, che sia bianco o nero, italiano o ebreo, povero o ricco! ho visto il campo profughi a Nablus, ho visto Ebron e l’unica cosa che riesco a dire è che l’attuala politica Israeliana non ha imparato nulla dal suo passato! non basta ricordare se non si impara! se non si impara che Hitler sta nel cuore di ciascuno di noi, che Hitler ce lo portiamo nel cuore quando il fratello, chiunque sia, non è rispettato nella sua dignità e nella sua possibilità di vita! Hitler è ogni politica che uccide l’uomo, Hitler è ogni politica che toglie all’uomo la speranza! mi dispiace, onorevole, ma un giorno a me e a lei chiederanno conto delle scelte politiche che hanno tolto la speranza al più piccolo e indifeso uomo della terra! Hitler è in ogni parola che uccide, in ogni sguardo che non vede! non vede la Palestina, non vede la Siria, non vede le tante regioni dell’Africa abbandonate ad un lento e graduale genocidio! non bastano le fiaccolate, i minuti di silenzio, gli applausi. le letture dei testi, le visioni dei film! perché in tutte quelle cose noi combattiamo un nemico esterno, invece il vero nemico ci abita dentro, nella nostra coscienza, in quella sete di potere, fama e possesso che rende l’altro solo un gradino sul quale salire e dal quale affermare il nostro io! ho visto alunni dormire durante la visione dei film sullo shoa, ho visto alunni giocare al cellulare durante testimonianze sulla shoa, li potevo rimproverare, e l’ho fatto, ma rimprovero me e il mondo degli adulti che spesso addita un solo nemico per non affrontare il vero nemico della pace, ciò che ci abita dentro!”

Seguiranno ulteriori aggiornamenti sulla vicenda.

© 2017, Andrea Nigro. Tutti i diritti riservati

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