E’ uno strenuo attaccamento alla vita quello di Francesca Voi, una giovane donna di 28anni della provincia di Brindisi che nel Febbraio del 2015 si è ammalata di una rara forma di tumore e che ha bisogno adesso di una mano tesa, di un gesto di solidarietà che possa concederle la speranza di combattere con più grinta ore che la malattia diventa più forte. Quella che leggerete di seguito è la sua storia, il messaggio che ha voluto affidare a Facebook, senza pretese di sorta. E noi la pubblichiamo integralmente:

“Ciao a tutti, mi chiamo Francesca Voi, ed ho 28 anni.
Oggi ho deciso di creare questo messaggio, perché a seguito del diffondersi della mia storia, molta gente dal cuore grande mi ha chiesto una via accessibile, per essermi affianco e rendersi partecipe nella mia battaglia più grande, LA VITA!
Questo non sarà un messaggio dove sarò qui a chiedere l’elemosina e tanto meno a cercare di commuovervi per potermi aiutare.
Io racconterò la mia storia e la mia battaglia, lasciandovi liberi di sentirla come più vorrete.
Questa battaglia e questa petizione la chiamerò FINO IN FONDO, perché nonostante tutto, nonostante le nuvole, nonostante le cadute, non bisogna mai smettere di lottare,bisogna sempre aggrapparsi alla vita e combattere con le unghie e con i denti FINO IN FONDO.
La mia storia inizia nel Febbraio del 2015 quando mi è stato diagnosticato un Tumore di tipo SARCOMA STOMALE DELL’ENDOMTRIO FIGO IIIB o anche SARCOMA STOMALE ENDOMETRIALE DELL’UTERO DI ALTO GRADO, un tipo di tumore molto raro nella sua specie e nella sua forma, successivamente è stata presa in cura presso l’Istituto nazionale dei tumori di Milano.
Nel marzo del medesimo anno sono stata sottoposta ad un intervento durato 8 ore per l’asportazione delle 4 masse tumorali e dell’apparato genitale (utero ed ovaie), le quali premesse erano state molto molto chiare, chiesi al Chirurgo che avrebbe svolto tale intervento, quali effettivamente sarebbero state le possibilità di riuscita dello stesso, ma soprattutto quali potessero essere le possibilità di sopravvivenza che avrebbero seguitato la mia vita, il Chirurgo, molto sinceramente mi disse: “Francesca non posso dirti 0, ma volendo essere ottimisti, non posso sbilanciarmi oltre il 30%”.
L’intervento riuscì bene e iniziai la mia lotta per riprendere in mano la mia vita, tutto sembrava volgere nella migliore delle ipotesi, lasciai a bocca aperta i dottori, che trovatisi di fronte ad un male apparentemente incurabile mi videro risorgere dalle “ceneri” delle ipotesi negative che si erano create intorno a me.
Susseguiti i vari cicli chemioterapici e le varie cure procedurali nei tempi stabiliti, rinacqui, la vita mi sorrideva, i capelli mi ricrescevano e riacquistavo le forze sempre più.
Fino al Marzo 2016.
Nella tac trimestrale di controllo, venne evidenziata una nuova formazione di masse e noduli tumorali con presenza di metastasi che si erano espanse nuovamente a macchia d’olio dentro di me.
Da quel momento, tutto è sembrato, come una biglia messa su di una pendenza infinita che rotola ed acquista forza e velocità.
Si sono susseguiti numerosi tentativi di approccio, con nuove cure e nuove sperimentazioni sul campo, ma sembra che ogni nuovo farmaco a cui venivo sottoposta, la malattia mi prendeva in giro reagendo inizialmente positivamente, ma subito dopo sviluppando una specie di immunità tale da non fregarsene niente del tipo di chemioterapia, diventando sempre più forte, sempre più immune, sempre più inarrestabile.
Mio Padre ad oggi, ha mandato la documentazione medica, in giro per tutto il mondo, tra cui Israele, Canada, Svizzera, Russia, Cina, America, ed in Italia, Pisa, Pavia, Meldola, Milano, Roma, ecc..
La risposta sembra essere sempre la stessa, “ci dispiace ma nel caso di sua figlia, non abbiamo i mezzi per intervenire.”, “ci dispiace ma nel caso di sua figlia, la tipologia di tumore ad oggi sembra esserci sconosciuta.”.
In poche parole, non esistono casi clinici simili e similari, tutte le sperimentazioni effettuate su questa tipologia di malattia hanno dato sempre esiti negativi.

C’era ben poco da fare ormai, c’era ben poco da fare MI AVEVANO DETTO!

Avevo perso la voglia, credetemi, è dura combattere ogni giorno coni propri mostri cercando di affrontare le paure che ne conseguono.
Il mio corpo sembrava non rispondermi più, mi sentivo abbandonata da me stessa ed ormai la battaglia mi sembrava già persa. Per cosa combattere allora, quando sei te stessa a non credere più nella vittoria?
Nessun obbiettivo mi è parso più così importante, me ne bastava starmene a letto aspettando che le ore della giornata facessero il giro completo dell’orologio.

Fino al primo di Dicembre del 2016.
un mio amico mi aveva parlato di una grande donna, dalle grandi capacità. Mi aveva parlato di una clinica privata, di San Marino, mi aveva parlato di una nuova speranza.
Dopo qualche salto mortale, siamo riusciti ad ottenere un appuntamento.
Sono venuta a Rimini in ambulanza da Sesto San Giovanni, dove mio fratello mi ha dato appoggio, ed il giorno seguente, ho fatto la visita in questa clinica privata.
Le prospettive sono cresciute esponenzialmente e questa grande donna di cui mi avevano parlato, mi ha donato qualcosa di molto grande e meraviglioso, mi ha donato UNA NUOVA SPERANZA.
Ed anche se il mio corpo ancora fatica ad essere mio alleato, io ho deciso che voglio salire a bordo di questo nuovo treno, voglio aprire il finestrino e mettere la faccia fuori e lasciarmi spettinare dal vento, voglio lottare ancora, voglio lottare di nuovo, perché nessuno possa mai più togliermi il diritto di combattere le mie battaglie!

Questa realtà che la mia famiglia vive da ormai quasi due anni, e costellata di tante altre “piccole” difficoltà che complicano il tutto ancora un po’ non essendo una famiglia che naviga nell’oro ma con problemi economici, sommateci a questo tutto ciò che la malattia offre di sfondo, perché oggi, curarsi o stare semplicemente bene, credetemi è un lusso.
Le nuove cure a cui mi sottoporrò hanno dei costi moto elevati e non solo le cure in se ma anche ciò che deve e dovrà per forza contornare questo processo, alimentazione biologica, farmaci, supporti alle cure, e chi più ne ha più ne metta.

La “mia”, inteso come la voce della mia famiglia, forse è troppo flebile, forse non è poi così forte, forse non è poi così rumorosa da riuscire a farci sentire da chi, forse, in qualsiasi parte del mondo possa concedermi, la speranza di combattere.

Vi invito a consultare, se vi è possibile, la pagina facebook “FINO IN FONDO” che ho creato per rendervi partecipe di ciò che farete per me in questo percorso.

Tutto questo lo sto facendo per dare seguito a quelle persone che conoscendomi e sapendo quello che andrò ad affrontare ora, vogliono essere parti integranti della mia battaglia.

Ho fatto creare una postpay a mia mamma Maria Capone, perché mi è risultato impossibile recarmi personalmente in ufficio postale e di seguito vi metterò gli estremi, chiunque di voi, sarà intenzionato ad aiutarmi, contribuirà alla mia causa, chiunque di voi prenderà a cuore la mia storia e ne diffonderà il messaggio, sarà parte integrante della mia battaglia.
Vi ringrazio tutti di vero cuore anche solo per aver speso 10min della vostra giornata a leggere la mia storia.
La vita è un bene prezioso, ed io grazie anche a tutti voi e tutti quelli che mi sono affianco, vi giuro, che lotterò FINO IN FONDO.

Francesca Voi”

numero carta: 5333 1710 3840 4691
Codice Fiscale: CPNMRA61B60L049Q
IBAN: IT19G0760105138296211596228

foto tratta dalla pagina Facebook FINO in FONDO

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