Scende dall’automobile dopo averla parcheggiata in via  Pitagora nei pressi di Villa Peripato a Taranto, e un automobilista viene braccato non da 1 parcheggiatore abusivo, bensì da due. Sono le ore 20.30 circa e a quell’ora via Pitagora è affollatissima.
«Hai parcheggiato? Mi lasci qualcosa?» sono le domande che il proprietario del mezzo si sente dire dall’uomo. L’autista gli risponde di non possedere moneta spicciola al momento ma che al ritorno qualcosa gliel’avrebbe lasciata.
«Hai 5 euro? Te li cambio io», insiste il parcheggiatore abusivo. Da questo momento in poi la conversazione degenera.  L’uomo si rifiuta di dare qualsiasi forma di “contributo” per il semplice fatto di possedere un’automobile parcheggiata, per di più, sulla pubblica via. Anzi, gli ricorda che quanto richiesto è una vera e propria estorsione.
«Bello, io sono disoccupato, devo mangiare. Non hai spiccioli? Vuoi che ti rubo la macchina?», gli dice il parcheggiatore abusivo alzando la voce.
Il giovane automobilista si allontana e chiama il 112 che nel giro di 5 minuti è sul posto a raccogliere la denuncia.

Il racconto è scritto così come è accaduto e noi ne siamo stati testimoni oculari.
Nella serata di ieri tante persone, intente a parcheggiare il proprio mezzo per raggiungere il vicino teatro, sono state letteralmente assalite da questi due individui. E quando diciamo assalite significa che o pagavi o erano minacce.
Questa è la situazione con cui costantemente un utente della strada , un cittadino, deve confrontarsi a Taranto. Una piaga, quella del parcheggiatore abusivo, che ormai ha preso così tanto piede che legittima questi individui ad estorcere con le minacce e pressioni 1 euro. Quasi si rimpiangono i modi gentili di qualche tempo fa: «Dotto’ me lo lasci un caffè?».

Molti gestori di locali, appena hanno visto l’autovettura del 112, non hanno esitato a raccontare che la zona è invasa da questi malfattori che terrorizzano la gente. La zona è la loro.

Come bisogna comportarsi in questi casi? Se veramente ci sta a cuore la nostra città, l’incolumità di nostra moglie e nostra figlia, allora più che lamentarci sui social network  bisogna fare qualcosa di concreto. Prendiamo esempio da quell’automobilista che non ha esitato a chiamare il 112. In quel momento è il cittadino a fare l’ago della bilancia facendolo tendere con il suo comportamento o dalla parte della giustizia o da quella dell’illegalità.

© 2016, Antonello Corigliano. Tutti i diritti riservati

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