mag 19, 2012

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Attentato Brindisi la cronaca dell’inviato di Pugliapress

Brindisi: Gravissimo attentato davanti alla scuola Morvillo Falcone. 1 morto e 7 feriti

Un gravissimo episodio si è verificato questa mattina intorno alle 07.52 nel cuore di Brindisi, nei pressi del Professionale di Stato Francesca Morvillo Falcone. Alcuni ignoti hanno fatto esplodere un ordigno, confezionato con tre bombole di gas attaccati ad un ricevitore a distanza, dopo averlo nascosto accuratamente all’interno di un cassonetto della nettezza urbana. Lo scoppio è stato violentissimo, ed ha colpito gli studenti che in quel momento scendevano dal pulman proveniente da Mesagne ed alcune ragazze presenti all’ingresso di scuola in quel momento. Scoppio che purtroppo ha causato anche una vittima, la sedicenne Melissa Bassi, classe 1996 e originaria di Mesagne, ed ha ferito altre sette persone di cui una versa in gravi condizioni. Sul posto sono intervenuti i RIS tutte le forze armate del territorio, oltre alle forze politiche che sono scese in campo per manifestare la loro solidarietà e gridare il loro no a questo tipi di attacchi. Secondo quanto appreso dalle forze investigative, l’ordigno sarebbe stato fatto esplodere non appena i ragazzi provenienti dal pulman di Mesagne, sono scesi dall’autobus, e i ragazzi sarebbero stati colpiti in pieno, insieme ai loro oggetti personali volati in aria. Lo scoppio è stato talmente forte che ha distrutto alcune vetrate dell’istituto stesso e addirittura avrebbe danneggiato una saracinesca distante molti metri di un’assicurazione. Un’attentato in piena regola, fatto senza errori e soprattutto mirato. Non a caso è stato scelto oggi come giorno per realizzare un simile orrore, giorno in cui era previsto l’arrivo della carovana antimafia a Brindisi per protestare contro la mafia, non a caso è stato scelto un istituto che porta il nome di Morvillo Falcone, due simboli della lotta alla mafia, Istituto che nelle scorse settimane aveva anche avuto un riconoscimento per il suo impegno nell’educare i ragazzi a combattere la Mafia. Tanti indizi messi insieme che fanno riflettere, e che fanno pensare che chi ha voluto compiere tale atto, lo ha fatto attaccando un sistema, il sistema sociale della scuola, proprio perché educa e sensibilizza i ragazzi per combattere questa guerra che dura da anni e anni. Sta di fatto che ha perso una vita, una ragazza che non centrava nulla con tutte queste vicende, una ragazza semplice come tutte le altre, una ragazza con i suoi sogni da adolescente, che gli sono stati spezzati da un sistema che non guarda in faccia nessuno.
                                                                                                                                                                                                                                                           

                                                                                                                                Giuseppe Argese

giuseppe.argese@pugliapress.it

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