Scritto da Katia Impellicceri in News Online, Prima Pagina, Taranto e provincia |
Delitto di Avetrana: l’accusa spinge a demolire l’alibi delle due imputate
Ritorna l’attenzione della collettività sul processo che vede alla sbarra Sabrina Misseri e Cosima Serrano per l’omicidio della piccola Sarah Scazzi. Altri testimoni sono stati chiamati a deporre davanti il presidente Cesarina Trunfio e il giudice relatore Fulvia Misserini della Corte d’Assise di Taranto. La settima udienza offre piccoli colpi di scena che movimentano negativamente gli umori degli avvocati della difesa presi in contropiede dalle dichiarazioni rilasciate dal primo teste della giornata. Quella di Donato Massari, il bracciante agricolo che avrebbe notato, davanti l’abitazione della famiglia Misseri/Serrano due auto, l’Opel Astra station wagon di colore grigia e di proprietà di Cosima Serrano ed un furgone di colore blu, fare manovre azzardate e partire ad alta velocità in direzioni diverse. Movimenti sospetti, questi, che il giardiniere dichiara di aver visto, quel 26 agosto, tra le ore 14 e le 14 e 20. Si riapre l’ennesima partita sulla questione dell’orario, che continua ad animare la battaglia tra avvocati e i magistrati. Punto,infatti, subito messo in discussione dall’avvocato De Iaco – difensore di Sabrina Misseri – che , dopo aver creato il caos nella memoria del teste, ha definito la ricostruzione del giardiniere in contrasto con quella degli inquirenti così, come quella dei due ex fidanzatini Giangrande/Nardelli. Ciò non toglie però che l’audizione di Donato Massari, se pur confusa a causa della scarsa padronanza linguistica, ha prodotto elementi significativi in riferimento all’’identikit dell’uomo che guidava il furgone blu – a suo avviso una Sabrina camuffata da uomo – e alle pressioni intimidatorie, che lui e sua figlia Francesca, avrebbero subito dalle due indagate, al fine di conoscere fatti e far ritrattare quanto denunciato ai carabinieri di Avetrana. Quasi un copia e incolla la testimonianza di Isabella Pernorio, moglie di Donato Massari, che aggiunge l’ennesimo dubbio sull’ora, spostando le lancette dell’orologio alle 14 e 35. Al banco dei testimoni anche Francesca Massari, la figlia minorenne di Donato e Isabella, amica del cuore di Sarah di cui conosceva paure, segreti e ansie, quest’ultime, scaturite dal rapporto con la cugina Sabrina. Un’altra difficile giornata, quella trascorsa ieri nell’aula Emilio Alessandrini, dalla quale emergere il grave disagio culturale della comunità avetranese, un popolo troppo semplice, quasi incapace di trovare le giuste parole per raccontare la storia di Sarah. Aspetto, questo, oramai noto a tutti ma soprattutto alla difesa che lo utilizza nella propria strategia difensiva per screditare le accuse del pubblico ministero. Mentre siamo in stampa, l’udienza è ancora in corso per l’audizione di Giuseppe Serrano, fratello di Cosima e Concetta. Rinviata,invece, al prossimo 6 marzo quella della sorella Emma.
Katia Impellicceri
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