feb 23, 2012

Scritto da in News Online, Prima Pagina, Taranto e provincia |

Per Taranto Futura è arrivato il momento di fare “cassa”

“Chi inquina deve pagare”. Con questa dichiarazione l’avvocato Nicola Russo, presidente del comitato cittadino Taranto Futura, ha aperto la conferenza stampa, indetta ieri mattina nel proprio studio legale, per presentare all’opinione pubblica l’ennesimo atto di inerzia degli enti locali. Dopo  l’Ilva, l’ITALCAVE SPA.  A seguito degli accertamenti eseguiti dalla Procura di Taranto, infatti,  il comitato ha avviato un’azione popolare, notificando al Tribunale un atto di citazione  nei confronti della società Italcave responsabile – secondo quanto si legge nell’ingiunzione – dell’inquinamento rilevato a circa 3 metri di distanza dalla banchina in esame ed a 13 metri  circa di profondità dal mare, determinato a seguito della movimentazione del pet-coke ( prodotto che si ottiene dal processo di condensazione per piroscissione di residui petroliferi pesanti e oleosi fino ad ottenere un residuo di consistenza diversa, spugnosa o compatta) effettuato presso il Terminal Rifuse. Un’azione, questa, che l’associazione intende portare avanti qualora gli enti locali predisposti non dovessero aderire all’iniziativa, finalizzata al recupero di denaro da investire  sul territorio a vantaggio dell’economia e dell’occupazione. Questa volta la cifra chiesta  dall’avvocato Russo, per l’ indennizzo, è di 3 miliardi di euro, somma significativa che sarà valutata e designata dal giudice del Tribunale di Taranto  nell’udienza del prossimo 27 giugno 2012.  Tiene a precisare il coordinatore di Taranto Futura: “in questa iniziativa non sarà possibile richiedere il risarcimento del danno ambientale in quanto  nel 2005 – anno  della sentenza della Corte di Cassazione contro l’ILVA –  il codice ambientale non prevedeva che lo Stato si ponesse come parte civile. Pertanto, in questa azione si attende solo il risarcimento per il danno patrimoniale ed all’immagine. Premio, questo,  certamente compensato probabilmente con una somma inferiore a quella da noi  quantificata”. Come ci spiega nel dettaglio l’avvocato Russo: “L’Italcave  è responsabile, secondo una sentenza ultima del Consiglio di Stato dell’aprile del 2011, di aver inquinato il Polo Monosettoriale e le acque antistante il Mar Grande, in seguito alla movimentazione del pet-coke,  creando inquinamento da idrocarburi policiclici aromatici ed arsenico. Poichè, il Comune non ha spedito nessuna azione di risarcimento danni, abbiamo deciso di sostituirci a loro applicando l’ar.9 del decreto legislativo n.267/2000 del Testo Unico degli Enti Locali. Un’azione popolare che intendiamo portare avanti sino all’udienza di giugno, mese in cui sarà dibattuta anche quella inerente la richiesta sul risarcimento del danno ambientale fatto all’Ilva. Una mozione, quest’ultima, che attende ancora di essere condivisa sia dal  Comune  sia  dalla Provincia”.

Katia Impellicceri

katia.impellicceri@pugliapress.it

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