Scritto da Katia Impellicceri in News Online, Prima Pagina, Taranto e provincia |
Processo alla diossina. Incidente probatorio su perizia inquinamento Ilva. Più di 1500, fra studenti ed ambientalisti, i manifestanti fuori dal Tribunale
E’ arrivato il momento di lottare:“Noi condannati a morte e voi in attesa di giudizio”. Questo , uno dei tanti slogan apparsi e sostenuti, ieri mattina, da oltre mille e cinquecento giovani che, con un fazzoletto bianco, si sono riversati sulla via del Tribunale di Taranto per protestare e chiedere che venga fatta giustizia. Al primo piano della Procura di Taranto,infatti, si discute sull’incidente probatorio con al centro la maxi perizia sull’inquinamento targato Ilva. In camera di consiglio i quattro periti ,del pool incaricato dal gip Patrizia Todisco, hanno relazionato sul loro lavoro durato più di un anno. Il gigantesco rapporto, infatti, mette sotto accusa i quattro vertici (Emilio e Nicola Riva, Luigi Capogrosso, Angelo Cavallo) della grande fabbrica dell’acciaio per disastro ambientale relative alle emissioni di diossina oltre, a quelle di avvelenamento colposo di sostanze alimentare e getto pericoloso di cose. L’udienza, iniziata poco dopo le ore 12.00, è durata fino a tardi. Finché abbiamo potuto seguire il dibattito la Procura non ha posto alcuna domanda ai cinque chimici, nominati dalla stessa, per stabilire il nesso di causa ed effetto tra produzione industriale dell’Ilva, inquinamento ambientale e territoriale. Diverso, naturalmente, l’atteggiamento assunto dai legali dello stabilimento siderurgico che , oltre a chiedere chiarimenti, contestano il metodo utilizzato, a loro avviso, difforme a seconda degli impianti che sono stati analizzati, ed il nesso di causa ed effetto in particolare sulla comparazione del DNA fatto su alcuni capi di animali abbattuti (note come le pecore alla diossina). Una giornata tanto attesa non solo dai media, ansiosi di un secondo fine dopo quello di Torino ma, soprattutto da personaggi come Alessandro Marescotti (presidente di Peacelink) e Fabio Matacchiera ( Fondo Antidiossina Taranto) che così commentano: “ E’ una giornata particolare, ci sono tanti giovani, tanti cittadini. Una vera e propria catena umana. Respiriamo tre cose fondamentalmente: un bisogno di verità, di giustizia e di comunicare, ai magistrati ed ai periti che hanno fatto il loro dovere in maniera eccezionale, il nostro sostegno e la nostra gratitudine. E’ un messaggio di speranza, quello che viene lanciato oggi, e credo che ci siano le premesse per poter dire che vinceremo”. Per Fabio Matacchiera è una: “ giornata molto delicata in cui si discute la super perizia che anticipa quella in riferimento ai danni apportati alla salute della popolazione. Dettagli, questi, precisi che prevedono certamente un contradditorio da parte della difesa dell’Ilva, impegnata a smontare la tesi dei periti e del gip Todisco. Oggi, per la priva volta l’Ilva potrebbe essere inchiodata da un punto in particolare, della perizia, quella che fa riferimento alla correlazione tra la matrice delle diossine trovate nelle carni delle pecore – poi abbattute – con quelle prodotte dallo stesso stabilimento”. Non stupisce l’assenza delle istituzioni accusate, dalle associazioni ambientaliste, di essere troppo distratte verso un tema così caro alla città di Taranto. Un territorio attento in grado di coinvolgere, per l’occasione, personaggi come Bill Emmott (ex direttore del noto settimanale britannico) ieri, davanti al tribunale di Taranto, durante il presidio.
Katia Impellicceri
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