nov 24, 2011

Scritto da in News Online, Prima Pagina, Taranto e provincia |

Taranto Futura contro il monopolio del mercato diretto ed indiretto Un’iniziativa del comitato cittadino a favore del settore commerciale e/o artigianato

Un piano preliminare finalizzato al raggiungimento di un equilibrio economico, quello presentato dal comitato Taranto Futura. Infatti, secondo l’avvocato Nicola Russo, presidente del suddetto comitato,  per  attuare l’iniziativa l’ente comunale dovrebbe prima di tutto suddividere il territorio in diverse zone per poi individuare due categorie commerciali: da una parte, quella della piccola attività e dell’artigianato e, dall’altra, quella della grande distribuzione. Successivamente, una volta effettuata questa localizzazione –  ancora il comune – dovrebbe garantire l’iter del progetto  gestendo ed applicando un’imposta verso tutte quelle realtà che risultano predominanti sotto il profilo produttivo. Un’analisi, questa, da svolgere attraverso una serie di parametri quali: l’estensione dei locali a disposizione ed il reddito annuo. Va sottolineato, come lo stesso coordinatore del comitato ci spiega, che questo “censimento sul commercio” deve essere necessariamente aggiornato ogni volta che varia la rete di vendita al dettaglio o la zona omogenea territoriale. Un costante monitoraggio, insomma, quello proposto dal comitato cittadino che intende bilanciare l’economia locale, sostenendo anche il ripristino di tutti i settori commerciali sull’intero territorio jonico: “Dopo la presentazione di progetti finanziabili: quello sull’occupazione giovanile e sulla mitilicoltura,oggi vogliamo parlare di una terza iniziativa a tutela del piccolo commerciante e dell’artigiano e, diciamo anche per la famiglia tarantina. L’idea mira ad diminuire quella discrepanza, venutasi a creare a Taranto, tra il piccolo commercio e la grande distribuzione. Vogliamo, cercare di regolarizzare quell’ indice di equilibrio stabilito dal comune, esistente tra questi due settori, che oggi mette la grande distribuzione in una posizione di privilegio. Pertanto,per andare in contro e rafforzare la crisi commerciare del nostro territorio, è necessario che il comune intervenga obbligando, a quest’ultima, “il fondo di solidarietà” o un indennizzo risarcitorio che riequilibri quella giustizia distributiva tra piccolo commercio e/o artigianato e la grande distribuzione”.

Katia Impellicceri

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