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“Alla vigilia dei ballottaggi che potrebbero avere pesanti ricadute sulle sorti e sugli equilibri del Governo nazionale, in caso di sconfitte in città come Milano e Napoli, stiamo assistendo a un teatrino di promesse al limite del grottesco, che avrebbero indotto Ennio Flaiaino a riproporre il suo celebre aforisma: ‘La situazione è grave, ma non seria’. E’ comunque fin troppo facile prevedere un ulteriore aumento del peso specifico della Lega Nord, e altrettanto catastrofiche conseguenze per le regioni meridionali”. Giannicola De Leonardis, consigliere regionale e presidente della settima Commissione Affari Istituzionali, ritiene “insensate le ipotesi ventilate di spostamento e decentramento al Nord di alcuni ministeri, che comporterebbero un ulteriore aumento dei costi della politica in tempi di crisi generalizzata e di risorse insufficienti e drammaticamente da reperire. Mentre rimangono ancora e sempre sospese questioni importanti come l’attivazione dell’Authority nazionale per la sicurezza alimentare, della quale si sono perse le tracce da tempo immemorabile, e anche dopo l’apparizione alla Fiera dell’Agricoltura del ministro Romano e le sue parole interlocutorie” sottolinea. “Ma Foggia in particolare e la Puglia in generale non sono al centro dell’attenzione in questo incandescente periodo elettorale, e quindi l’Authority – e quel che ne comporta, dalla perdita di credibilità rispetto agli altri paesi dell’Unione Europea alla mancata risposta alla domanda di sicurezza dei cittadini e dei consumatori, alla necessità di rilanciare un comparto di vitale importanza come l’agricoltura e una provincia in grave sofferenza come la Capitanata – può aspettare, dopo anni di assordante silenzio rotto da azioni e dichiarazioni sistematicamente contraddittorie” continua De Leonardis. “Per questo invito ancora una volta chi di dovere ad esprimersi in maniera chiara e inequivocabile sull’Authority nazionale per la sicurezza alimentare a Foggia, che non necessita dell’incastro di una serie improbabile di combinazioni e azioni – come l’eventuale spostamento di ministeri al Nord o altrove – ma di un ultimo, decisivo passaggio. E che non sarebbe un regalo, ma un premio doveroso alla marcata vocazione di un territorio e agli enormi progressi fatti registrare in tecnologia e ricerca, in un comparto esposto più di altri alla globalizzazione e a una concorrenza internazionale feroce” la sua conclusione.
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