Scritto da francescoruggieri in News Online | 1 Comment
AVETRANA, BRAVA GENTE
L’ultimo saluto a Sara Scazzi si è svolto in un clima di grande commozione
Si potranno mai trasferire le emozioni con la tastiera di un computer? Probabilmente no. Raccontando l’ultimo saluto a Sara Scazzi, “la figlia di tutti gli italiani”, barbaramente uccisa a soli 15 anni, vorremmo proprio trasmettere le emozioni, le tante emozioni che abbiamo provato lì, ad Avetrana, ripercorrendo quei 500 metri che separano la casa degli Scazzi, in vico Verdi, da quella dei Misseri, in via Deledda. Emozioni forti quando ci siamo trovati davanti a quella piccola bara bianca, inghiottita da una enormità di fiori, peluches, messaggi, ma soprattutto dal grande abbraccio di un popolo intero. Non ci sottrarremo dal raccontare la cronaca di una giornata triste, lo faremo riportando quello che ci hanno voluto dire le donne di Avetrana, i giovani, le istituzioni. Parleremo di tante cose, della omelia del parroco, Don Dario De Stefano, della presenza dei genitori e del fratello di Sara ai funerali, dei fiori inviati da vari penitenziari, della scovraesposizione mediatica. Ma, prima della cronaca, vogliamo dire con forza ciò che più di ogni altra cosa ci ha davvero emozionati: la grande prova di civiltà, di sobrietà, di accoglienza, che la gente di Avetrana ha saputo offrire, sin dall’inizio di questa tragica esperienza e fino ai funerali svoltisi nello stadio del paese. Si è tentato da più parti di far apparire Avetrana città arretrata, omertosa, baluardo estremo di un sud in cui la donna deve ancora conquistare ampi spazi di emancipazione. E, invece, no; è il sindaco, Mario De Marco, a sintetizzare :”la gente di Avetrana, spontaneamente, sin dall’inizio ha collaborato con una straordinaria partecipazione; ciò che è accaduto, una disgrazia, poteva accadere qui come poteva accadere in qualunque altro luogo; non vi è un imbarbarimento della società, non c’è un elemento che connota il territorio”. Ed è davvero così; ciò che è accaduto è da ascriversi esclusivamente al comportamento di un singolo soggetto, o, se le indagini dovessero far emergere complicità, ad un piccolo, ristretto, gruppo di persone. Scomodare, come spesso accade in questi casi, l’analisi sociologica per scovare a tutti i costi possibili cause ambientali, condizionamenti sociali, retaggi culturali, almeno nel caso di Avetrana non ha alcun senso. E che dire della figura femminile che si vorrebbe relegata ad un ruolo di sudditanza, quasi islamica? Concetta Serrano Scazzi, la coraggiosa mamma di Sara, ha dimostrato esattamente il contrario. “sei una madre eccezionale”, è sempre il sindaco a dirlo e non in una intervista ma sull’altare, che ha subito abbandonato preda di una forte e incontrollabile emozione. Avetrana, brava gente, potremmo dire, parafrasando il titolo del film di De Santis, e mettendo da parte i tentativi revisionistici che contestano questa idea. Migliaia di persone hanno preso parte ai funerali, in modo composto, dignitoso, sobrio; nessuna sbavatura, nessuna tentazione di reagire con la violenza alla violenza. Avetrana vuole risorgere, vuole uscire dall’incubo, riconquistare quella tranquilla routine di piccolo paese in cui tutti si conoscono, e tutti si rispettano. Per farlo sarà utile che i riflettori si spengano. Che la scovraesposizione mediatica cessi; e, dopo i funerali, complice anche il nuovo terribile attentato in Afghanistan, è molto probabile che ciò accada. E allora auguri Avetrana, scusa il gran trambusto che abbiamo causato con le nostre telecamere, i nostri taccuini, le nostre reflex, torna alla normalità, con una stella in più nel tuo cielo; quella stella, come ci ha indicato Don Dario è la piccola Sara, la figlia d’Italia.
Francesco Ruggieri
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Caro Francesco,
Avetrana, sicuramente “brava gente”. Come Taranto “brava Gente”. Roma, Milano, Savona , Bruxelles, Parigi, etc. etc…..ma “pessima gente”…le nostre Società, i nostri Governi che permettono di far sentire questi “Criminali” , LIBERI di poter “toccare, infastidire, abusare, VIOLENTARE, e nei casi più tragici, come questo, di UCCIDERE…un bambino, una bambina, un ragazzo, una ragazza, una donna e….. poter , molto probabilmente, FARLA FRANCA!!!
Chiudo qui ogni commento!!!!!!
Paolo